04 May 2012

every time we say goodbye

stamattina mi sono svegliata con il batticuore e non lo dico in senso poetico. Così, all'improvviso ecco il mio quarto attacco di fibrillazione atriale. Il cuore batteva sostenuto ma senza aritmia. E' stato il più breve fino ad ora, dopo un paio d'ore è svanito. La buona notizia è che, per quanto possibile, sono rimasta calma ed ho continuato a fare le mie cose. Conferma che ho accettato questo problema anche perchè agitarmi non è che migliori la situazione. Non ho deciso di avere la fibrillazione, ma posso decidere come gestirla, che non è cosa da poco. Il mio cuore mi manda a dire per l'ennesima volta che il mio organismo, che io lo voglia o no, non regge lo stress emotivo anche quando io non lo percepisco come tale.
Oggi ne ho avuto la riprova: mamma e papà, dopo un soggiorno qui da noi di cinque settimane, sono appena andati via. Io e la mia piccola Isabella, in lacrime, li abbiamo salutati mentre si allontanavano in macchina insieme a Ronald che li portava in stazione.
Questo è forse l'aspetto più doloroso del vivere da expat: gli affetti più cari sono lontani e quando sono vicini, sai che, più prima che poi, arriverà il momento straziante dei saluti. 
Fino a qualche anno fa ero sola a piangere. Ora la mia piccola signorina si è aggiunta al gruppo gocce salate. Con lacrimoni in piena, mi ha detto singhiozzante - mamma, non è giusto che i nonni vanno via. Sono triste.  E piangendo entrambe, ci siamo abbracciate strette strette per consolarci.
Mi ricordo come un paio di anni fa, all'ennesimo saluto con i miei, lei vedendomi piangere mi disse - "mamma, perchè piangi?" e io "sono triste perchè i nonni vanno via". Lei abbracciandomi mi rispose - "non piangere mamma che ci sono io con te".
E in un attimo mi rendo conto che sta crescendo davvero. La consapevolezza si fà sempre più strada nella spensieratezza dei suoi pochi anni. Ora soffre anche lei, perchè capisce il distacco, la lontananza. 
Per fortuna che, con un pò di distrazione, riesco a farle tornare il sorriso che, va da sè, contagia anche me. Ma l'amarezza, manco a dirlo, mi resta tutta e il mio cuore, a modo suo, me lo ricorda.

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