21 November 2011

zia Fernanda

il mio pensiero è per te.
Ieri, così, all'improvviso, te ne sei andata per sempre. Provo un dolore sordo e mi manchi come non mai. 
Avrei voluto salutarti e baciarti per l'ultima volta, ma la distanza e i tempi brevi, purtroppo me lo hanno impedito e ne soffro. 
Sei stata una grande parte della mia infanzia, quella gioiosa e spensierata. Poi, negli ultimi anni, non per mia volontà ci siamo perse. Avrai avuto le tue ragioni per l'isolamento che ti sei creato intorno, per me, però, sono rimaste sempre incomprensibili e dolorose.
Per una vita sei stata prigioniera. Prima di una madre oppressiva e padrona, poi delle scelte che hai fatto per sfuggire a quella tirannia. Prigioniera anche del tuo corpo, con i tuoi tanti, troppi chili che non ti hanno reso certo il cammino facile. Il tuo cuore martoriato emotivamente e fisicamente, alla fine, esausto, si è fermato.
Mi hai sorpreso un paio di mesi fa quando, dopo aver saputo che mi ero operata, mi hai telefonato un paio di volte, preoccupata, per sapere come stavo. E' stato bello sentirti e parlare con te. Non ti sentivo da tanto. Mi hai detto che, anche se non ci sentivamo o vedevamo, ero sempre nei tuoi pensieri. Di perdonare i tuoi modi astrusi di fare, che non erano mai in malafede: "lo sai, sono fatta così, ma ti voglio bene, piccenna mia", mi hai detto. E io ne voglio tanto a te.
Ci sono tante cose di te che mi sfuggono, tanti perchè che ormai tali rimarranno perchè tu non ci sei davvero più.
Quello che rimane indelebile e caro è il profumo della tua pelle, il tuo sguardo dolce e pacioccone, il tuo sorriso  timido, insieme alla morbidezza del tuo abbraccio che sapeva di rifugio coccoloso.
Ti piango, ma spero che ora finalmente tu abbia trovato la pace di cui tanto avevi bisogno.

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