22 March 2013

le mie braccia/6


il 14 marzo ho dato letteralmente un taglio alle mie braccia d'aliante. Non mi sembra neanche vero, ma gli airbags che mi portavo appresso da vent'anni non ci sono più. L'operazione, in anestesia generale, è durata due ore, sono stati rimossi in totale 500 g di pelle in eccesso ed è andato tutto bene. Sono rimasta in ospedale un giorno e mezzo e ci ritornerò fra una settimana per il controllo post-operatorio.
Prima dell'intervento non sapevo davvero cosa aspettarmi, ma devo dire che il dolore è sopportabile e la parte più difficile fino ad ora è indossare una speciale guaina contenitiva per sostenere le braccia e proteggere le lunghe ferite (dal gomito fino a sotto le ascelle) da movimenti bruschi ed ampi, nonchè ridurre il gonfiore. La vivo come una vera e propria camicia di forza, che m'impedisce di muovermi, ma è davvero indispensabile per le prossime 4 settimane. 
Ieri, complice una bellissima giornata di primavera, dopo una settimana di arresto domiciliare, anche per via del brutto tempo che non ci abbandona, sono uscita da sola per fare delle piccole compere. Ho guidato e portato un paio di buste che non erano pesanti ragionando in termini pre-operatori, ma di fatto ho sforzato troppo le mie braccia e loro me lo hanno mandato subito a dire, con gonfiore, dolore e leggero sanguinamento sotto le ascelle del quale me ne sono resa conto stamattina al cambio cerotti.
La convalescenza, con quasi immobilità forzata, è finora la parte più difficile dell'operazione.
In sala operatoria non avevo per niente paura ed ero serena, tanto da scherzare con la chirurga e tutto il numeroso staff presente prima di cadere nel sonno profondo. I dolori, con stupore anche della dottoressa, sono stati sopportabili sin dal risveglio. Il più del fastidio è stato causato dai drenaggi che avevo nelle due ferite, la flebo e il catetere che ho dovuto tenere per una notte. Sarà che la mia soglia del dolore è abbastanza alta e non sono una lagnona, ma non posso dire di soffrire le pene dell'inferno. La ferita tira soprattutto all'altezza dei gomiti e sotto le ascelle, ed essendo la guaina molto attillata, mi crea irritazione nella parte interna dell'avambraccio dove praticamente mi taglia la pelle. Dormo in posizione supina (per me da tortura) insaccata come un salame, non potendo girarmi nè sui fianchi, nè sulla pancia. Ma per fortuna dormo.
Tutto questo è sopportabile, dicevo, rispetto al dover dipendere in quasi in tutto quello che devo fare, da mio marito. Il che pesa a me, non a lui. Il fatto, però, che oggi mi senta una pezza dopo quel pò di attività fatta ieri, penso sia sufficiente a mettermi in riga e prendermela, volente o nolente, con la calma dovuta, altrimenti qui rischio di allungare i tempi di guarigione.
Per quanto riguarda il risultato, posso dire che, anche se non ottimale, è soddisfacente. Mi rimangono due braccia importanti, di sostanza, ma senza i ventagli di pelle che pendevano dondolando e m'intralciavano in tutto. Va anche detto che, dopo appena una settimana, sono lontana dal vedere il risultato definitivo e venerdì prossimo mi farò dire dalla chirurga cosa potrò aspettarmi.
Insomma, la parabola delle braccia d'aliante volge al termine e, concedendomi un secondo di autoreferenzialità, non posso che complimentare me stessa per questa nuova prova di determinazione e coraggio.
You go girl!

11 January 2013

nazionalità olandese/4: la Regina ha detto JA!


(...) "Sua Maestà la Regina ha accettato la sua richiesta di naturalizzazione". -
La procedura si perfezionerà con la cerimonia di naturalizzazione presso il Comune (dal quale riceverò l'invito) durante la quale deporrò la dichiarazione di fedeltà al Regno d'Olanda.
E anche questo cerchio sta per chiudersi. Sono commossa e onorata.

25 October 2012

la sostenibile LEGGEREZZA dell'essere


da quando mi sono operata è un susseguirsi di "prime volte" per me. Posso finalmente accavalciare le gambe, compro taglie regolari e non conformate stile tendone circo; mia madre mi passa i suoi vestiti; compro e indosso un cinturone, degli stivali, vestiti aderenti; porto mia figlia sulla mia bici (con sua - e mia- grandissima gioia); la piccola mi abbraccia circondandomi tutta con le sue braccia; sento e vedo di avere anche io delle ossa; la mia trovata energia mi permette di camminare, nuotare, andare in bici senza che per questo anche la punta dei capelli mi faccia male o avere il fiatone di un asmatico raffreddato; mi siedo sulle sedie senza dover fare i test di carico prodotto; sono stata presa in braccio da mio marito e via di questo passo.
Pare poco. Forse lo è per chi non è nato e convive con un corpo da omino Michelin come lo era il mio poco più di un anno fa. Ora che mi sono letteralmente svuotata è più facile tutto e mi godo i miei piccoli momenti di significante felicità. 
A chi mi chiede come mi sento in generale dopo il gastric bypass rispondo semplicemente: leggera. E non è un'ovvietà. Parlo di una leggerezza che trascende i chili in sè. La mia testa, il mio essere e le mie emozioni sono più leggeri, perchè finalmente liberi da un peso padrone e troppo ingombrante.
Non lo dico per dire che sono rinata il 19 luglio 2011. Questa data è il mio spartiacque, uno di quei momenti della vita in cui ci si rende conto che niente sarà più lo stesso e il tempo si divide esattamente in due parti: prima e dopo. E' il momento preciso che segna la fine di una pesante prigionia e l'inizio di una nuova stagione della mia vita, piena di promesse e possibilità inesplorate, tutte sotto il segno di una più sostenibile leggerezza dell'essere.
Al passato, senza il quale non sarei quella che sono oggi, dico comunque grazie per le lezioni che mi ha insegnato. Al mio futuro, sono pronta!

06 October 2012

le mie braccia/5


e invece sì è il caso di dire. Stamattina fra la posta c'era una lettera che aspettavo. Quando ho visto l'instestazione con il logo della mia assicurazione medica, ho capito che conteneva la risposta alla richiesta della dott.sa van Loenen. Pensavo di conoscere già il contenuto, ma con enorme stupore ho subito letto: "le paghiamo il suo intervento". Ecco breve e coinciso il mio lasciapassare.
Ad essere totalmente sincera, nonostante la batosta della prima volta, c'era una parte di me che si aspettava questo "sì". Calcolatori per quanto possano essere quelli delle società assicurative, non potevano ignorare quello che ho raggiunto in un anno e a cosa ho dovuto sottopormi per ottenerlo. Ora si tratta di effettuare gli esami di routine e, se è tutto ok, fissare con la chirurga la data dell'operazione.
Le braccia alla batgirl credo ormai abbiano i giorni contati e proprio per questo l'ansia e la paura iniziano a farsi sentire. Ma forza e coraggio donna, che anche questa la superi!

07 September 2012

le mie braccia/4

e dopo poco più di un anno e mezzo eccomi di ritorno dalla dottoressa van Loenen, la chirurga plastica, per valutare di nuovo la possibilità di una brachioplastica. Il primo tentativo andato a male con l'assicurazione per via della mia obesità morbigena, dovrebbe essere solo un ricordo, considerato che da quel 23 febbraio del 2011 (pesavo 125 kg) ho perso la bellezza di quasi 40 chili e il mio bmi è passato da 48,8 a 33,2. Sempre alto per i criteri di valutazione assicurativi (che richiedono un bmi non superiore a 30), ma non da costituire un ostacolo insormontabile. Almeno si spera. 
La dott.sa si ricordava di me anche se, per usare le sue parole, di fronte aveva praticamente un'altra persona. Mi ha spiegato che per lei sono una candidata idonea, anche perchè con il dimagrimento, la sproporzione delle mie braccia è molto più evidente e la pelle in eccesso è davvero d'intralcio. Mi ha spiegato che l'intervento dura circa un'ora e mezzo e che la degenza post operatoria è in genere di un giorno, salvo complicazioni. L'incisione viene fatta in modo da non essere visibile, quindi nella parte interna del braccio e inizia dal gomito per finire sotto l'ascella. La cicatrice è quindi piuttosto lunga e dovrò portare un drenaggio per 24 ore e speciali fasce contenitive per almeno sei settimane, evitando di fare sforzi di ogni genere. 
Dopo di che mi ha fatto le foto, che invierà insieme alla richiesta d'intervento alla mia compagnia assicurativa, nella quale confermerà le ragioni mediche e non estetiche per lo stesso, sottolineando il mio percorso bariatrico con relativi inconfutabili risultati. Mi ha anche detto che, pur avendo maggiori chances rispetto alla volta precedente, l'assicurazione poteva di nuovo rigettare la richiesta e che mi sarei dovuta preparare ad eventuali ricorsi, ferma restando la possibilità di pagarmelo io l'intervento. In caso invece di accettazione, avrei dovuto chiamare lì da loro per prendere gli appuntamenti successivi con lei e l'anestesista e fissare la data dell'operazione.
La risposta la riceverò fra un paio di settimane. Riusciranno le ali d'aliante a spiccare il volo?! All'assicurazione l'ardua sentenza. Io per l'intanto incrocio di nuovo le dita.

27 August 2012

vado dove mi porta il cuore, sempre.

in generale è il mio leitmotiv e questa volta alla lettera, direi. 
Il 26 giugno scorso sono stata contattata dall'Associazione De Hart&Vaat Groep (Gruppo malattie cardio-vascolari) alla quale sono iscritta. Risultando sul loro data base che io soffro di fibrillazione atriale, mi contattavano per chiedermi se volevo essere intervistata dalla nota rivista di salute gezondNU che voleva scrivere un articolo su malattie cardiache con particolare attenzione a pazienti donne in età compresa fra i 25 e i 55 anni. 
Io ho sùbito accettato. Intervista telefonica fatta un paio di settimane dopo e 3 settimane fa, con mia somma sorpresa, la redazione mi comunica che a fine agosto ci sarà anche un servizio fotografico con le tre protagoniste dell'intervista. 
Oggi il fatidico giorno è arrivato. Nel primo pomeriggio eccomi con redattrice, make-up artist, una delle altre due intervistate e fotografo in uno studio fotografico professionale a farmi immortalare. 
L'inibizione e il timore iniziali sono stati spazzati via dalla professionalità e simpatia dello staff in primis, ma anche dalla mia compagna di avventura Judith che, come me, si sentiva una regina in questo contesto un pò glamour. Un pò è così, star per un giorno, lo siamo proprio state. Farsi truccare, vestire, fotografare non è cosa di tutti i giorni per noi.
Joshua, il fotografo, ragazzo dalla sensibilità e talento rimarchevoli, ci ha fatto vedere le foto in anteprima subito dopo averle scattate: a me, sarà per lo stato di estrema euforia in cui mi trovavo, mi sono sembrate una più bella dell'altra. Mi ha messo immediatamente a mio agio con il suo modo gentile e attento di fare. Mentre fotografava mi parlava. Da subito mi ha detto che avevo un bellissimo sorriso e che era proprio quello che voleva vedere. Di tanto in tanto, mentre scattava, mi ripeteva - fammi vedere i denti! - ottenendo proprio quello che voleva. 
Dopo aver finito le foto con me da sola, ne abbiamo scattate un bel pò insieme a Judith. Una ragazza di 22 anni, issima in tutto: alta, bionda e, per quello che ho avuto modo di conoscere, bella anche dentro. Ci siamo abbracciate sul set come se ci conoscessimo da una vita, nelle pose che Joshua suggeriva o in quelle che venivano in testa a noi. Poi è stato il turno di Judith per le foto da sola. Davvero una splendida ragazza. L'altra protagonista dell'intervista, abitando un bel pò distante dallo studio fotografico, non se l'era sentita di venire, quindi nell'articolo verrà pubblicata una sua foto privata. 
Per quanto riguarda me e Judith, Nadine, la redattrice, ci ha detto che ne sceglieranno, per ognuna di noi un paio, e che ci saranno anche spedite per ricordo. L'intervista, invece, comparirà nell'edizione di novembre del mensile in questione. Non vedo l'ora!!!
Dopo questo tornado di emozioni, non posso fare a meno di pensare che, come sempre, ogni cosa nella vita, anche la più difficile, porta in sè sempre qualcosa di buono che, se sul momento non riusciamo a vedere, nel tempo si appaleserà in tutta chiarezza.
Anche questa intervista, frivolezze incluse, è un'altra di quelle esperienze che arricchiscono con un sorriso e come tale l'ho vissuta.
La mia aritmia cardiaca è stato un colpo duro da assorbire. La paura, la rabbia, l'impotenza, hanno lasciato pian piano spazio alla razionalità e all'accettazione. L'ansia rimane, ma non ne sono più prigioniera.
Questo problema mi ha dato la possibilità di conoscermi meglio, accettare i miei limiti imparando a concedere più tempo e spazio a me stessa, mettendo da parte autolesivi sensi di colpa. Fra alti e bassi, apprezzo in maniera più intensa ciò che ho, sono sempre più nel momento, nel presente, con il quale avevo un rapporto a distanza. La gente cerco di prenderla per quella che è, mettendo in aspettativa le mie aspettative, con il duplice vantaggio di  lasciare l'inutile al suo destino e di farsi sorprendere dal piacevole inatteso. Non è che mi riesca sempre chiudere le frontiere, ma i progressi ci sono e so di essere sulla buona strada. Sono in generale più positiva e aperta ai cambiamenti che mi riguardano. Mi espongo di più uscendo dalla mia confortevole zona di sicurezza. Spesso mi domando: cosa ho da perdere?! Ecco appunto, cosa ho da perdere! Sarà più "rischioso", ma ne vale la pena vivere con intensità e con un pizzico di sano egoismo.
La fibrillazione, anche se in maniera brusca, mi ha dato la sveglia: in un attimo tutto può finire, non c'è tempo per perdere tempo. La vita è bella così com'è.
Insomma, il mio cuore farà pure il matto di tanto in tanto, ma mi porta sempre lontano.

23 August 2012

l'ultimo saluto

qualche ora fa ero di fronte a questo mare, il tuo mare, quello che ti ha accolta nel suo immenso abbraccio. E' stata un'emozione profonda essere lì di fronte a te. Avvolta nei bei ricordi e nelle forti sensazioni, ti vedevo, ti sentivo. Vedevo me abbraciarti nel mare, vedevo il tuo sorriso, sentivo il tuo profumo. Ho potuto finalmente salutarti anche io e chiudere il cerchio d'amore che a te mi legherà finchè vivo.
Poco dopo, quando il telefono mi è squillato, il mio presentimento è divenuto purtroppo realtà. Ronald con un filo di voce mi  ha detto... papà Ton se n'è andato pochi minuti fa. Dopo le notizie altalenanti degli ultimi giorni, ecco arrivare quella definitiva. Per quanto ce lo aspettassimo, viste le sue pessime condizioni di salute, il colpo è arrivato durissimo lo stesso. Non credo si possa essere mai preparati alla morte.
Con l'anima già in subbuglio per dove ero, non sono più riuscita a contenere le tante e troppo intense emozioni, che si sono sciolte in altrettante lacrime.
A noi rimane il dolore e la tristezza della perdita, per loro si spera ci sia finalmente pace.

Ciao papà Ton. Ciao zia Fernanda. 
La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.

Fernando Pessoa



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